Dal contesto ai contesti

sfilata

Analisi del contesto territoriale da cui ricavare l'analisi dei bisogni: questo è il modo di operare suggerito, e, apparentemente, ovvio.

In realtà il concetto di contesto può essere inteso in modo più ampio, e questo può modificare l'analisi dei bisogni. Ogni allievo dell'Istituto è al tempo stesso una persona, con i suoi diritti come tale, un bambino che cresce e scopre bisogni nuovi, un preadolescente, nel delicato passaggio da ragazzino a giovane adulto, un fruitore del servizio scolastico inteso nei suoi termini più allargati, informativi e formativi, oltre che in quelli di struttura ed edificio, un abitante del territorio e un membro della sua famiglia: un cittadino del suo comune, della sua nazione e, infine, di questo mondo, che chiamiamo sempre di più globale, mentre continuiamo ad ignorarne le vere caratteristiche ed i fittissimi legami di interdipendenza.

I bambini e i ragazzi che vengono nella nostra scuola hanno innanzitutto dei bisogni primari: quello di essere ascoltati, quello di essere rispettati, quello di essere trattati con gentilezza e comprensione, di ampliare i propri orizzonti culturali.

E questa è la parte che viene chiamata contratto formativo.
Gli allievi vanno accompagnati nel percorso che li conduce da bambini a preadolescenti e hanno bisogno di essere interessati, motivati, di essere condotti a vedere la bellezza e la varietà del mondo che li circonda, di mettere alla prova il pensiero, di essere guidati al ragionamento, al pensiero creativo, al gusto per le cose fatte bene, e così via. Questa è la base per la pratica pedagogica e didattica.

cortile

Il contesto primario è quindi la vita stessa ed il rispetto che ne consegue.
Il contesto secondario è la conoscenza ed il piacere che ne consegue.
Un terzo possibile contesto è la scuola stessa, come ambiente: l'allievo ha il diritto ad un ecosistema il più possibile accogliente ed armonico, ad un "microclima" che gli permetta di star bene a scuola.
Un ulteriore contesto è il territorio, cioè il locale, con le sue variabili sociali del paese, delle frazioni, delle famiglie (rimandiamo all'analisi contenuta nel paragrafo precedente)

Che cosa deduciamo dall'analisi di tali contesti?
Una serie di domande-richieste, bisogni:

  • Per quanto concerne il bambino, il ragazzo e il rapporto con il suo ambiente di vita: la richiesta di assistenza, educazione, rispetto dei tempi di crescita personali e di gruppo, di attenzione, di ascolto.
  • Per quanto concerne il bambino, il ragazzo in rapporto alla scuola, alla cultura: la richiesta di formazione, di educazione, di apprendimento, di socializzazione.
  • Per quanto concerne il rapporto con il territorio: richiesta di formazione, educazione alla cittadinanza attiva, democratica, rispettosa delle diverse identità ed etnie.
  • Per quanto concerne il rapporto con l'ambiente nella sua globalità, con il mondo: la richiesta di poter conoscere, esplorare, sviluppare senso critico. L'esigenza di avere una scuola dove il mondo e gli altri possano entrare grazie all'attenzione, alla flessibilità ai cambiamenti e alle innovazioni da parte degli operatori della scuola stessa. Un'attenzione che però permetta alla scuola di rimanere saldamente ancorata alla sua specificità primaria, scuola come luogo di cultura, dove vecchio e nuovo interagiscono, dove la storia dialoga con il presente in vista del futuro.

Dal bambino, dal ragazzo e dalla loro famiglia al territorio, al mondo; dal mondo alla scuola per ritornare al contesto di partenza in un cerchio che non è altro che la configurazione del sistema che stiamo cercando di analizzare: la nostra scuola.